mercoledì 29 aprile 2020

PER GENITORI: GLI ERRORI,CORREGGERE O NON CORREGGERE?


In seguito ad una richiesta puntuale da parte di alcuni genitori, abbiamo pensato che sarebbe stato utile condividere con tutti voi alcune riflessioni, in questo caso sulla correzione degli errori, in generale, e di quelli di scrittura, in particolare.

Sulla didattica e la pedagogia dell’errore esiste una letteratura molto vasta e diverse correnti di pensiero. La nostra formazione ed esperienza professionale ci porta alla valorizzazione dell’errore, quindi non come elemento negativo, ma positivo, cioè come risultato di un processo di pensiero ed opportunità di riflessione e crescita.

Veniamo ai nostri cari bambini, come accade spesso, soprattutto in prima, hanno voglia di scrivere e sono incuriositi da questa “cosa da grandi”. La scrittura per loro è un nuovo processo e aggiungiamo che a scrivere s’impara scrivendo, così come a fare s’impara facendo! I bambini in questa fase stanno sperimentando, non solo un codice corretto di scrittura, ma seguendo i nostri input stanno sviluppando anche un pensiero personale e critico, che non è poca cosa.

Il nostro consiglio non è far finta che l’errore non esista, anzi, bisogna cercare dei momenti insieme a loro per l’autocorrezione e dei feedback positivi. Spesso gli errori di scrittura, in questa fase, sono dovuti a una pronuncia sbagliata della parola e/o a sperimentazioni di conversione da fonema a grafema, non ancora affrontati. Ci spieghiamo meglio con alcuni esempi.

Spesso i bambini tendono a sperimentare in base alle proprie conoscenze, ad esempio scrivono B anziché V (tabolo/tavolo), oppure BACHIO per BACIO e così via, quindi cosa fare?

Come dicevamo prima, bisogna aiutarli nell’autocorrezione, mettendosi insieme a loro e chiedendo: “Hai voglia di leggermi quello che hai scritto?”, se ci si accorge di qualche errore, non bloccarli nella lettura, perché spesso anche se scritto bachio, sicuramente leggeranno bacio, quindi in questo caso, una volta terminata la lettura portarli a ragionare sull’errore: “Non ho capito, cosa c’è scritto qui?... Ah io leggo bachio, vediamo un po’ in italiano il suono dolce è…” e così via; se invece durante la decodifica si accorgono da soli dell’errore, si correggeranno da soli o chiederanno aiuto e conferma. Poi magari in un secondo momento possiamo chiedergli se si ricordano come si scrive “bacio”, oppure trovare dei momenti di gioco con le parole (“nomi, cose, città”; l’impiccato; scarabeo, indovinelli…) in modo che non si sentano sotto “pressione”.

Questo è quello che facciamo quotidianamente con loro, per questo tendiamo a non dare delle schede o delle esercitazioni preconfezionate, ma incoraggiamo all’autoproduzione, ad esempio, “Scrivi la parte della storia che ti ha colpito di più; tu come risolveresti questa situazione?” domande stimolo per sviluppare il pensiero critico, tenere alta la motivazione, vero motore dell’apprendimento!

E soprattutto in questa fase particolare nella quale stiamo vivendo tutti, anche voi genitori, non abbiate paura di sbagliare o sperimentare, i bambini lo sentono che ci siete e che hanno la fortuna di potervi chiedere dei consigli, perché poi, per rimediare agli “errori di scrittura”, ci sarà sicuramente tempo.
Le maestre